Storia

L’imponente caseggiato fu eretto verso la fine del 18° sec. Non esistono documentazioni che testimonino la sua storia, ma secondo alcune narrazioni tramandate di generazione in generazione vi abitava, verso la fine del 1800, un sacerdote, tale Don Riccardo. Il vasto terreno posto ai piedi dell’edificio, che in origine si spingeva fino al lago, era coltivato a vigneti ed alberi da frutto e veniva lavorato dalle donne del paese alle dipendenze del sacerdote. Alla sua morte Don Riccardo lasciò la proprietà in eredità al Cottolengo di Torino, istituto tuttora esistente che ospita persone con disagi fisici e  psichici.

Verso i primi decenni del ‘900 il Cottolengo vendette lo stabile alla ditta De Angeli Frua, proprietaria di alcune industrie manifatturiere nelle zone di Milano e del Lago d’Orta. La famiglia De Angeli Frua ristrutturò il caseggiato adibendolo in parte a colonia estiva per i figli dei propri dipendenti, ed in parte all’allevamento del baco da seta nella stagione invernale. I vigneti e gli alberi da frutto vennero sostituiti da grandi alberi di gelso, nutrimento dei bachi da seta, il cui filato veniva utilizzato nelle industrie di proprietà della famiglia. Un albero centenario ai piedi dello stabile è tutt’oggi testimone di quell’attività.

Nel 1954 la ditta De Angeli Frua cessò le proprie attività sul Lago d’Orta e mise in vendita lo stabile, acquistato nello stesso anno da Giuseppe Manini e Maria Clementina Maulini. La famiglia Manini-Maulini ne fece uso privato per parecchi anni, fino a quando la figlia Elda, con la collaborazione del marito Guido e delle figlie Monica e Valentina, ne dispose la ristrutturazione ad uso turistico.

Giuseppe Manini

Giuseppe Manini

Giuseppe Manini

Maria Clementina Maulini